GLOSSARIO
In questa pagina (decisamente work in progress) vengono elencate alcune brevi (e senza la pretesa di essere esaustive) definizioni relative ai termini utilizzati all'interno del laboratorio.
A
Applicazione multimediale: applicazione che comporta la presentazione di informazione multimediale all'utente.
B
Bitstream: rappresentazione codificata di un segnale audio o video.
Broadcast TV (BTV): trasmissione unidirezionale di segnali TV da un punto verso un altro punto o altri più punti.
BSD: Berkeley Software Distribution. Famiglia di licenze per software. La nuova BSD (licenza BSD senza la clausola di pubblicità) dà all'utente la massima libertà: gli utenti possono utilizzare il software come meglio credono, anche ridistribuendolo con una licenza proprietaria, così com'è o modificato; pertanto, chiunque può prendere il software, migliorarlo e redistribuirlo in forma eseguibile senza sorgenti, mantenendo le modifiche segrete, senza restituire la libertà ottenuta. La nuova BSD è compatibile con la GPL: si può prendere un pezzo di codice con licenza nuova BSD, incorporarlo in un programma GPL e distribuire il tutto sotto la licenza GPL. La licenza BSD originale non è compatibile con la GPL a causa della clausola di pubblicità che impone che una nota sia inclusa in tutto il materiale pubblicitario distribuito col programma. [link]
C
Copyleft: l'espressione inglese, gioco di parole su "copyright", individua un modello alternativo di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione pura e originaria del copyleft (quella riferita all'ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell'opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all'opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti. La "c rovesciata" è il simbolo del copyleft, non gli viene riconosciuto un valore legale, a differenza della sua controparte: (c), simbolo del copyright.
Creative Commons: è un'organizzazione no-profit. Le licenze Creative Commons (CC) coprono lo spettro di possibilità che va dal pieno diritto d'autore (all rights reserved) al pubblico dominio (no right reserved). Esse consentono agli autori di opere di trasmettere alcuni dei diritti d'autore al pubblico e di conservarne altri, per mezzo di una varietà di schemi di licenze e di contratti. Il progetto fornisce diverse licenze libere che i detentori dei diritti di copyright possono utilizzare quando rilasciano le proprie opere sulla rete. Il progetto CC fornisce anche dei metadata RDF/XML che descrivono la licenza e un tool per la ricerca delle opere concesse con licenza CC. [link]
D
Django: framework open source per lo sviluppo di applicazioni web, scritto in linguaggio python. [link]
DRM: Digital Rights Management. Sistema tecnologico in grado di definire, gestire, tutelare e accompagnare le regole e i diritti di accesso e di utilizzo su contenuti digitali. DRM, quindi, è l’espressione che descrive una particolare forma di distribuzione e fruizione di contenuti digitali assistita da protezioni tecnologiche software o hardware.
E
Electronic Program Guide (EPG): insieme strutturato di dati, finalizzato a fornire informazioni sul contenuto disponibile a cui gli utenti finali possono accedere.
F
G
GPL: Generic Public License del progetto GNU. Scopo della licenza è assicurarsi che tutte le copie del programma, comprese quelle modificate, siano accompagnate dal codice sorgente o sia comunque facile procurarselo. La distribuzione di ogni opera derivata da un programma con licenza GPL deve a sua volta essere soggetta alla licenza GPL o ad una licenza che dia le stesse libertà. L'utilizzo di un programma con licenza GPL da parte di altri programmi è consentito senza vincoli. Normalmente è preferibile linkare un programma GPL con librerie soggette a licenze compatibili con la GPL, come la GNU LGPL o la nuova BSD. [link]
H
I
IPTV: Internet Protocol Television. Insieme di servizi multimediali come televisione/video/audio/testo/grafica/dati distribuiti attraverso reti IP controllate per fornire il livello richiesto di QoS/QoE, sicurezza, interattività e affidabilità.
J
K
L
LGPL: Lesser Generic Public License. Licenza compatibile con la GPL, usata principalmente per librerie, plugin e componenti. Il software coperto da LGPL può essere linkato con software non compatibile con la GPL, anche proprietario, purché il codice sorgente della parte LGPL sia reso disponibile, e purché la parte LGPL sia aggiornabile indipendentemente dal resto del programma con cui è linkata. Normalmente si ottiene questo risultato se la parte LGPL è una libreria condivisa, una DLL, un modulo caricabile o un componente. La LGPL è compatibile con la GPL: si può prendere un pezzo di codice LGPL, incorporarlo in un programma GPL e distribuire il tutto sotto la GPL. [link]
M
mediaDART: "media Distribution, Adaptation and Retrieval Toolset". E' un framework per la gestione, la condivisione, la fruizione di contenuti multimediali. Fornisce un insieme integrato di servizi per la gestione delle risorse digitali e dei relativi metadati. [link]
metadato: dati associati ad una risorsa, contengono informazioni sulla risorsa stessa (es: i metadati di un file audio possono essere: lunghezza del file, formato del file, lingua, etc..)
Multimedia: combinazione di più forme di media come audio, video, testo, grafica, fax e telefonia nella comunicazione di informazione.
O
Open Source: software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione. [link]
P
Pay per view (PPV): servizio TV in cui un particolare evento in programma (ad esempio una partita di calcio) può essere acquistato separatamente da altri pacchetti o abbonamenti. La trasmissione dell'evento è fatta all'ora stabilita da chi ne ha acquistato la visione.
Peer-to-Peer (P2P): classe di sistemi e applicazioni che utilizzano risorse distribuite per eseguire una funzionalità (critica) in modo decentralizzato.
Personal Video Recorder (PVR): un dispositivo controllato dall'utente che registra, memorizza e riproduce contenuti multimediali. Il PVR è noto anche come personal digital recorder (PDR).
Push VoD: servizio TV in cui il contenuto multimediale è organizzato e distribuito a discrezione del service provider verso il sistema di memorizzazione dell'utente.
Python: è un linguaggio di script pseudocompilato da un interprete installabile su qualsiasi piattaforma (Linux, Mac, Windows). E' un linguaggio orientato agli oggetti, dall'apprendimento pressochè immediato. [link]
Q
Quality of Experience (QoE): il grado di accettazione complessivo di un'applicazione o di un servizio, come percepito soggettivamente dall'utente.
R
Rappresentazione multimediale: proprietà di gestire vari tipi di rappresentazione di media.
Repository: archivio informatico in cui vengono gestiti i metadati attraverso tabelle relazionali.
RPC: Remote Procedure Call. Attivazione, da parte di un programma, di una procedura (o subroutine) su un computer diverso da quello sul quale il programma stesso viene eseguito. In altre parole, l'RPC consente a un programma di eseguire subroutine a distanza su computer remoti accessibili attraverso una rete.
S
Servizio multimediale: servizio in cui l'informazione scambiata è di più tipologie, come testo,grafica, suoni, immagini e video.
Set-top-box (STB): dispositivo che contiene demodulatore, de-multiplexer, decodificatore e altre funzionalità e interfacce relative alla ricezione del segnale e alla presentazione del programma distribuito presso l'abbonato.
Stream: flusso unidirezionale continuo di contenuto.
T
TV lineare: servizio televisivo in cui uno stream continuo fluisce in tempo reale dal service provider al dispositivo terminale ed in cui l'utente non può controllare l'ordine temporale con cui i contenuti sono visualizzati.
U
V
Video on Demand (VoD): servizio in cui l'abbonato può vedere contenuti video quando lo desidera. L'assunzione operativa è che il contenuto sia memorizzato nel server del provider. L'abbonato accede al film da una library che può includere un motore di ricerca che accede alla descrizione e al rating del film. Gli abbonati tipicamente hanno a disposizione funzionalità di pausa, play, riavvolgimento, avanzamento rapido del contenuto, o anche di interruzione della visione per poi ritornare ad essa in un momento successivo di utilizzo di questo servizio.
W
X
XML RPC: è un protocollo informaticO che permette di eseguire delle chiamate a procedure remote (RPC) attraverso la rete Internet. Questo protocollo utilizza lo standard XML per codificare la richiesta che viene trasportata mediante il protocollo HTTP. Nonostante la sua semplicità permette di trasmettere strutture dati complesse, chiederne l'esecuzione ed avere indietro il risultato. [link]

